mercoledì 29 maggio 2019

Maria, Il mio inizio a Lugano

Maria - Il mio inizio a Lugano
Do Sol 4/4

Rit:
La la la la la la
Il mio inizio a Lugano 

Un giorno ormai lontano 
Il mio nome è Cristine 
fa rima con RinTinTin

Sono nata a Lugano 
giorno ormai lontano
lunedì 4 luglio 
giorno di buon augurio

I genitori son separati 
18 anni son passati
i nonni e lo zio Marco 

andavamo spesso al parco

nonna Angela è mancata
ero triste e sconsolata
dal cielo discende
la mano sulla guancia mi tende


Rit:
La la la la la la
Il mio inizio a Lugano 

Un giorno ormai lontano 
Il mio nome è Cristine
fa rima con RinTinTin

in infanzia son stata bene 
invento le cantilene 
nelle foto sono bella 
con la guancia paffutella

Avevo bei vestiti
E lunghi capelli fioriti
ero una bambina molto bella 

sembravo una modella

giocavo con la barbie 
a nessuno facevo sgarbi 
io sono figlia unica
mi piace molto la musica

Rit:
La la la la la la
Il mio inizio a Lugano 

Un giorno ormai lontano 
Il mio nome è Cristine 
fa rima con RinTinTin


Ispirato a “Ma che febbre dispettosa” Lo zecchino d’oro 1983
Strumenti

Giuseppe: jambe e tamburello 
Paolo: Piatti
Antonio: campanelli 

Filippo: tamburello a piattini 
Maria: maracas 
Pietro: metallofono















martedì 7 maggio 2019

La canzone personalizzata

Con un gruppo di lavoro presso il C.S.E. Penna Nera di Mariano Comense stiamo lavorando a un progetto che occuperà qualche mese. Abbiamo deciso di scrivere una canzone personalizzata per ogni componente del gruppo. Il lavoro si sviluppa in fasi:

  • il protagonista porta foto, oggetti personali, da mostrare agli altri. Propone degli ascolti che hanno a che fare con il proprio passato, l'infanzia, ricordi o persone care;
  • brainstorming con le impressione, le suggestioni, i pensieri sul protagonista e i suoi ricordi. La musicoterapista annota tutte le frasi che vengono dette, esattamente nella forma in cui vengono espresse;
  • a partire da un brano musicale proposto dal protagonista il gruppo viene guidato alla definizione di pattern sonoro, con una struttura armonica semplice e chiara. Sarà l'ossatura per la canzone.  Si usa chitarra (la musicoterapista) e voce (il gruppo);
  • la musicoterapista aggiusta il testo della canzone rispettando la metrica e le frasi dette dai partecipanti.
  • il gruppo canta la canzone e la impara a memoria, almeno il ritornello;
  • si fanno alcune improvvisazioni strumentali con percussioni e voci sullo scheletro del brano;
  • si definiscono ruoli, strumenti e cori;
  • si registra il brano;
  • lo si ascolta e si commentano i possilbil aggiustamenti;
  • Si canta la canzone ogni tanto negli incontri successivi, in modo da fissarla e divertirsi.






Il lavoro è nato un po' per caso e ha conquistato tuti i partecipanti. Per me è importante per diverse ragioni:
  • osservare le dinamiche del gruppo;
  • dare importanza a tutti i presenti, a ciascuno il suo momento di "gloria";
  • approfondire le relazioni all'interno del gruppo, relazioni che esistono da anni ma non sono mai state viste sotto l'ottica dei ricordi e del passato;
  • usare la musica come scusa per il racconto di sé; 
  • lo sviluppo della consapevolezza che siano frutto il del nostro passato e la sintesi dei nostri antenati;
  • lasciare un segno del lavoro svolto insieme.
Ogni volta emergono pensieri, immagini e commenti che aiutano i partecipanti a esprimere le proprie idee e elaborare emozioni bloccate che sono nate o sono state vissute anni prima e che in qualche modo sono rimaste congelate là, in un epoca lontana.
Qui di seguito copio il testo di una canzone scritta in 3 incontri (e ore) e che il protagonista ha voluto stampare per poterla cantare a casa con la famiglia.



LUCA (TRA ROMA E L’AMERICA) 
4/4
MI RE 
Rit.
Abbiamo guardato le foto di Luca 
Il matrimonio di sua zia
Le giornate al mare
I nonni sono stati importanti
                    I Tris nonni Antonio e Marta          LA MI
   Bis nonni Lazzaro Teresina      
I bis nonni Alberto e Rosa     
Nonno Mosè e nonna Luigia
              Papà Marco e mamma Lazzarella     RE  LA
i figli Alessia, Matteo e Luca 
E la mia ragazza Silvia
Rit.
Abbiamo guardato le foto di Luca 
Il matrimonio di sua zia
Le giornate al mare
I nonni sono stati importanti
                 Nonno Lazzaro è morto      LA MI
Nonno Angelo è tornato 
Le foto della sua famiglia
Eri proprio un bel bambino
              Emozionante stare al mondo       RE  LA
Con Vale in un posto al sole
Sarò felice con la Silvia.
Rit.
Abbiamo guardato le foto di Luca 
Il matrimonio di sua zia
Le giornate al mare
I nonni sono stati importanti


domenica 24 marzo 2019

il telo di Antonino

Nella scuola dell'infanzia dove sto lavorando i bambini hanno fatto un lavoro sulle emozioni insieme alle maestre. Hanno letto e ragionato sul libro Il pentolino di Antonino.


Durante i nostri incontri ogni volta rileggiamo un pezzettino del libro, lo leggiamo cantandolo. I bambini, e anch'io, si divertono un sacco.
Il libro racconta di Antonino, un bambino che ha sempre con sé il suo pentolino, a volte gli da un po' fastidio, ma pian piano impara a convivere con lui e ad apprezzarlo e a volergli bene. Il racconto è una grande metafora di come siamo fatti. Siamo tutti diversi, sembriamo strani, ma siamo belli così, dobbiamo imparare a credere nelle nostre capacità e stare bene.
Abbiamo usato il telo per sperimentare la vergogna, la voglia di nasconderci, di non essere visibili agli altri. Il tutto con l'accompagnamento della musica. 



giovedì 14 marzo 2019

Scrivere una canzone

Ho con piacere intrapreso la strada della composizione di gruppo. L’idea è scrivere una canzone con un gruppo di persone (max. 6) in un tempo flash, massimo due incontri di un’ora.Il gruppo è composto da 6 donne, di età compresa tra i 25 e i 45 anni, ospiti di un centro diurno per disabili. Lavoro con queste persone già da diversi mesi e abbiamo avuto modo di esplorare diverse tecniche comunicative, tra cui l’improvvisazione con strumenti, il canto nelle sue varie forme, il karaoke, l’ascolto musicale. L’idea di scrivere una canzone è nata dall’osservazione del gruppo nelle sue dinamiche interne di relazione e delle competenze canore dei singoli.Abbiamo deciso di scrivere una canzone sulla primavera. Abbiamo ascoltatone e cantato Primavera di Marina Rei. Dopodiché ho guidato il gruppo in un brainstorming di immagini e descrizioni, segnando tutte le frasi che venivano dette. Ogni suggestione è stata scritta, una in seguito all’altra. Ha preso forma un elenco di frasi sul tema, una bozza del testo della canzone.  Con la chitarra ho suggerito una struttura ritmico-armonica della canzone, sulla quale abbiamo improvvisato una melodia senza testo, solo con le vocali A e E. Su questo scheletro abbiamo inserito il testo, aggiustando la metrica e cambiano alcune forme lessicali in modo da armonizzarle con la struttura metrica.Si sono così definite 4 strofe. Il refrain di separazione è rimasto un vocalizzo melodico senza testo, facile da cantare e armonizzato in prima e terza. In un’ora la canzone è stata fatta.L'abbiamo cantata qualche volta in modo da aggiustare melodia e metrica. Alcune persone hanno espresso il desiderio di suonare qualche percussione, abbiamo così aggiunto uno shaker e un tamburello. Abbiamo registrato la canzone. Al successivo ascolto una o due persone di sono piacevolmente stupite di ascoltare la propria voce ed erano emozionate all'idea di aver creato qualcosa che prima non esisteva.




LA PRIMAVERA (penna nera)

DO SOL FA

Eeeeeeaaaaa 3X

I fiori sbocciano sul prato
Sono rosa bianchi viola e gialli
E le rondini volano 
L’arcobaleno sta nel cielo

Le farfalle volano 
Ci sono tanti bei colori
Facciamo un picnic insieme
E il primo bagno al mare

Eeeeeeaaaaa 3X

I fiori gialli sbocciano
I petali si aprono
La tosse dell’inverno se ne va
Arriva il caldo pian pianin

Via il grigio il grigio e il nero
Tanti nuovi bei colori 
Tanti amori sbocciano
E si baciano


Eeeeeeaaaaa 3X